Il progetto

Dall'approdo italiano alla rete elettrica nazionale

Il tracciato in Italia

In Italia, le proposte progettuali individuano come zone di interesse i comuni limitrofi alla stazione elettrica di Terna di Suvereto, indicata dal gestore della Rete di Trasmissione Nazionale come punto di connessione. Una scelta motivata dalla capacità del nodo di Suvereto di ospitare la potenza dell’interconnessione, dalla sua posizione rispetto ai principali centri di consumo energetico e dalla necessità di evitare il sovraccarico delle reti del centro-sud del Paese, già congestionate per la concentrazione in quelle aree di impianti di produzione di energia rinnovabile.

Il tracciato italiano dell’infrastruttura, in via di condivisione e definizione con i territori interessati, prevede un punto di approdo che sarà individuato nell’area del Golfo di Follonica, cavi interrati lungo la viabilità esistente per raggiungere una nuova stazione di conversione, un elettrodo marino funzionale alla sicurezza e all’affidabilità dell’interconnessione.

Le prime ipotesi localizzative di approdo dei cavi marini, di stazione di conversione e di elettrodo, oltre ad esser state oggetto di analisi preliminari che hanno escluso la presenza di vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici rilevanti, sono state preliminarmente esaminate da enti e istituzioni nazionali, regionali e locali competenti; e successivamente integrate con nuove localizzazioni a seguito di un percorso di Progettazione partecipata. Tali localizzazioni saranno oggetto di Consultazione Pubblica, lo strumento formale di partecipazione cittadina previsto dalla normativa vigente come parte del processo autorizzativo presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

Per maggiori informazioni sulle ipotesi localizzative, consultare la mappa interattiva o la Sintesi non tecnica.

Il tracciato marino

Dalla costa fino al raggiungimento di circa 1000 metri, i cavi sottomarini saranno posati sotto il fondale con una profondità di interramento variabile in funzione delle condizioni geologiche e ambientali, al fine di conciliare la protezione da possibili interferenze antropiche con le attività di pesca consentite. Oltre i 1000 metri, dove la pesca a strascico e l’ancoraggio risultano trascurabili, i cavi saranno semplicemente adagiati sul fondale marino, senza necessità di interramento.

Per assicurare la minore incidenza sull’ecosistema marino, saranno utilizzate tecniche come il jetting, per fondali sabbiosi, e il trenching meccanico o rock dumping per fondali rocciosi o irregolari. In corrispondenza degli approdi, invece, il collegamento tra cavi marini e terresti sarà eseguito tramite TOC – Trivellazione Orizzontale Controllata, una tecnica che evita scavi a cielo aperto, sia in mare sia sulla costa.

I cavi saranno realizzati con materiali isolanti avanzati come carta impregnata o polietilene reticolato (XLPE), selezionati in funzione delle caratteristiche dei diversi tratti per rispondere alle esigenze di sicurezza, affidabilità e compatibilità ambientale. L’infrastruttura è stata progettata per una vita operativa di almeno quarant’anni; lo sviluppo dell’interconnessione potrà essere articolato in fasi progressive, con una prima fase di capacità installata e successivi incrementi fino alla capacità prevista di 2 GW.

di link sottomarino
0 km
di capacità di interconnessione
0 GW
Dalla produzione al trasporto in Italia

Il tracciato in Tunisia

Il progetto prevede la realizzazione di un sistema integrato di generazione rinnovabile in aree desertiche della Tunisia, caratterizzate da elevate risorse solari ed eoliche.

La configurazione combina produzione fotovoltaica, eolica e sistemi di accumulo (BESS), per una capacità complessiva di almeno 5 GW, con l’obiettivo di massimizzare la complementarità tra le diverse fonti e garantire un profilo di generazione stabile.

Da questi parchi, l’energia rinnovabile certificata sarà trasportata fino alla costa tunisina attraverso apposite linee elettriche di connessione, realizzate da Zhero in stretta collaborazione con STEG, prevedendo inoltre punti di distribuzione lungo il percorso per consentire l’immissione nella rete locale. Dalla costa, proseguirà il suo percorso nel Mar Mediterraneo tramite cavi sottomarini in corrente continua (HVDC), minimizzando le perdite per il trasporto su lunghe distanze.

Anche per merito dell’integrazione di sistemi di accumulo BESS, l’impianto garantirà un profilo di generazione semi-costante definito come “semi-baseload”, una soluzione rinnovabile difficilmente replicabile in Italia, o in Europa, che consentirà la decarbonizzazione del settore elettrico anche nelle ore “hard-to-abate”. Come per l’interconnessione, anche la realizzazione del parco di produzione rinnovabile potrà essere sviluppata per fasi, con la progressiva entrata in esercizio della capacità prevista.

Le tappe

Le tappe indicate sono stime preliminari che potranno subire variazioni in relazione all’avanzamento dell’iter autorizzativo.

I materiali

Sintesi non tecnica